lunedì 5 luglio 2010

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venerdì 2 luglio 2010

IN TORMENTATA QUIETE - Il Teatro della Mente


Intervista ai bolognesi In Tormentata Quiete in occasione della pubblicazione del loro ultimo disco "Teatroelementale". Ci rispondono il batterista della band Francesco Papparella ed il tastierista Antonio Ricco:

Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

Francesco: “Teatroelementale” è frutto di un lungo processo compositivo durato ben 4 anni! Non siamo di certo una band per così dire prolifica, ma ciò dipende unicamente dalla nostra creatività alla quale non vogliamo porre vincoli o scadenze. L'album di per sé affonda le radici nel metal estremo sposando però vari stilemi musicali, come il prog, il rock, il folk e la musica leggera italiana per citarne alcuni. E' dunque un opera non proprio immediata e per molti saranno necessari numerosi ascolti prima di apprezzarne le qualità! Ad ogni modo, al di là della sua complessità “Teatroelementale” è, a mio avviso, un album estremamente sincero e genuino e per gli amanti della musica in generale.

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

Francesco: Il progetto ITQ è nato nel '98 per opera di Antonio (tastiera) e Lorenzo (chitarra) spinti dalla volontà di creare un sound innovativo che potesse amalgamare la musica popolare italiana con la potenza del metal estremo! Da lì a poco entrai a far parte della band e rimasi subito affascinato dall' espressività dei brani e dall' enorme potenziale degli stessi! Dopo di che Marco (screams) e Giannico (voce pulita) furono dei nostri, apportando così una forte iniezione di energia e teatralità alle composizioni! Correva l'anno 2000 e decidemmo di registrare presso i “Fear Studio” la nostra prima incisione che prese il nome de “I Tre Attimi del Silenzio”. Tale ep fu accolto positivamente dalla critica e tutt'ora sono in molti ancora, a tesserne le qualità artistiche. Successivamente Giannico (voce pulita) abbandonò il progetto per ragioni personali ma fu prontamente sostituito dall' attuale cantante, Gianni. Con questa formazione, coadiuvata da Gb (sessionist per le partiture di basso) entrammo in studio per incidere il nostro primo full-lenght “ In Tormentata Quiete” (sotto Dawn of Sadness)! Quest' ultimo ebbe responsi importanti sia a livello nazionale che nel resto del mondo e ci permise di far girar , ulteriormente, il nome ITQ nei circuiti underground e non. A distanza di tempo dopo varie vicissitudini e con l'entrata in pianta stabile di Maurizio al basso, eccoci approdare nuovamente ai Fear Studio per registrare la nostra ultima fatica che finalmente ha visto la luce lo scorso 12 ottobre per l'etichetta nostrana My Kingdom Music!

Come è nato invece il nome della band?

Francesco: E' stato Lorenzo a coniare questo nome ossimorico! Dapprima ci piacque per la sua musicalità dopo di che trovammo che si sposava perfettamente con la nostra musica, così piena di contrasti, luci ed ombre..

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

Antonio: Diciamo che mi lascio ispirare da tutto ciò che mi circonda. Solitamente ho un'idea in testa, lascio che questa maturi (arricchendola con riflessioni che possono nascere dall'osservazione, dalla lettura, dall'ascolto e da tutto ciò che mi circonda) finchè non diviene spontaneamente parole e versi.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

Francesco: Bhè, penso che la nostra musica abbia una personalità propria! Sono, infatti svariati, gli elementi che possono incuriosire un nostro potenziale ascoltatore! Il cantato in italiano, per esempio. E' singolare infatti, ai giorni nostri, ascoltare una metal-band dall' Italia, le cui liriche sono in lingua madre! Per noi è stata una scelta automatica! Siamo italiani, abbiamo una lingua così ricca e musicale! Siamo molto legati alla nostra terra, ci siamo nati e penso che ogni artista dovrebbe far capire al proprio ascoltatore da dove proviene! A mio avviso è un aspetto non trascurabile! Dal punto di vista musicale, come ho già detto nel corso dell'intervista, la nostra musica fonde sapientemente e con naturalezza, generi musicali distanti tra loro come il pop/rock ed il death/black-metal e ciò non è da tutti!

Come nasce un vostro pezzo?

Francesco: I nostri pezzi nascono molto spontaneamente! Non siamo certo persone che si siedono a tavolino per pianificare o cercare di far suonare i pezzi in una data maniera. Diamo semplicemente sfogo al nostro estro creativo cercando di essere noi stessi e trasponendo in musica tutte le nostre sensazioni, emozioni senza troppi fronzoli.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

Francesco: Del Mare alla Luna è forse il pezzo dove abbiamo osato di più! E' tra l'altro l'ultimo brano che abbiamo composto e corona la conclusione di “Teatroelementale”! Vado molto fiero di questo brano! E' così moody, così mutevole, così intransigente, esce fuori da ogni logica! La parte iniziale ,molto gioiosa, può far sovvenire i Toto, quella centrale invece è granitica e senza fronzoli (metal per l'appunto) mentre negli ultimi minuti finali si passa da cori di musica leggera a screams black con giri di chitarra forsennati e batteria martellante! Dunque per me è Del Mare alla Luna il pezzo top!

Antonio: Sono legato a tutti i nostri pezzi ma se proprio devo citarne uno, menzionerei “Il Pianto della Terra”. Non so veramente il perchè. Diciamo che trovo la parte centrale di chitarra, veramente drammatica. Ogni volta che l'ascolto penso: “questo è veramente il pianto della terra”.

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

Francesco: Diciamo che non ci sono band che abbiano influenzato direttamente il nostro sound! Certo ognuno di noi c'ha i propri ascolti, ma se esistono riferimenti espliciti ad altri gruppi..bhè, penso che questi siano puramente inconsci! In molti hanno cercato di etichettare il nostro sound e nel farlo sono saltati fuori i nomi di bands più disparati tipo CCCP, Devil Doll, Modena City Ramblers, Il Banco del Mutuo Soccorso (per citarne alcuni) che tra l'altro non conosco e che comunque, ahimè, non ho mai ascoltato!

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?

Francesco: Dovremmo partecipare ad un mini-tour sponsorizzato dalla nostra etichetta (My Kingdom Music) che dovrebbe tocchere varie città del nord-Italia (l'autunno prossimo) ma purtroppo tutto è ancora da definirsi. Provvederemo inoltre alla ristampa del nostro primissimo lavoro “I Tre Attimi del Silenzio” (rimasterizzato) con un packaging tutto nuovo e inclusi alcuni inediti! Ad ogni modo visitate pure il nostro Myspace (myspace.com/intormentataquiete) per eventuali aggiornamenti sulle nostre attività.

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

Francesco: Ora come ora non abbiamo ancora vagliato queste ipotesi.

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

Antonio: La scena musicale italiana non esiste! Ci sono moltissime bands valide (Malnàtt, Juggernaut, Novembre, Infernal Angels, Through Your Silence, Vade Aratro, per citarne alcune) ma non c'è un vero e proprio aiuto reciproco. Guarda la scena scandinava ad esempio, (o quella tedesca od un'altra qualsiasi), se leggi i vari guests, vedi che bene o male c'è sempre qualcuno che aiuta qualcun'altro, se devono suonare live ed hanno problemi si aiutano sempre vicendevolmente (quante volte se un chitarrista era impossibilitato, c'era sempre il sostituto di un altro gruppo pronto all'opera), insomma, la parola scena ha un significato. In Italia invece non c'è questo senso di coesione, di unione, non c'è neanche quell'invidia che molti dicono (io non invidio nessuno e sono stracerto che nessuno invidi noi) semplicemente siamo concentrati su noi stessi. Un vero peccato, ma bisogna accettarlo come dato di fatto ormai.

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

Francesco: Internet è sicuramente un grosso mezzo di informazione! Da una parte ci ha messo in contatto diretto col mondo divulgando la nostra musica in quasi ogni angolo della terra, dall'altra il free-downloading non ci ha certo giovato! Confido comunque nel buon senso delle persone e spero che, nel caso queste, apprezzino i nostri lavori (una volta scaricati gratuitamente) provvedino poi a comprare i cd originali.

Antonio: Io credo che non ci sia consapevolezza del danno che il download selvaggio infligge. Sono d'accordo sul fatto che non sia più opportuno comprare a scatola chiusa. Ma se, ascoltando un gruppo, lo si ritiene bello (o addirittura fantastico) e non si compra il CD, bhè..sono dell'avviso che quel gruppo sia destinato a morire. I grandi nomi hanno diverse possibilità per sopravvivere (concerti, vendita di gadget etc..) e vivere bene, ma piccole realtà come la nostra (che non possono contare su una mega distribuzione), devono necessariamente attingere dai propri fondi (per produrre dischi e quant'altro), perciò devono vendere o altrimenti nessuno vorrà investirà su di loro, un domani.

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

Francesco: Direi moltissimo! Ognuno di noi ha pressochè carta bianca in sede compositiva perciò questo ci permette di sperimentare molto e di confrontarci l'un l'altro arricchendoci. Personalmente non credo di essere talentuoso, o comunque per me la cosa più importante è fare quello che mi piace fare, dunque suonare la batteria e gli In Tormentata Quiete mi permettono questo :)

Antonio: Io non credo di avere un particolare talento. Quello che posso dire è che le mie idee sono libere di diventare musica e questo mi fa sentire bene.

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

Antonio: Musicalmente parlando adoro la voce di Maria Carta e mi piacerebbe molto poter collaborare con lei, un giorno. Sarebbe inoltre fantastico per me “jazzare” e/o improvvisare con un pittore e realizzare con quest'ultimo, un'opera artistica che tragga ispirazione dalle sue visioni su tela.

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Francesco: Grazie per lo spazio concessoci! Invito tutti i vostri lettori a dare un'ascoltata a “Teatroelementale”, è un album molto sincero e per coloro a cui piace la musica in generale!
Un saluto a tutti!

Antonio: Vorrei ringraziare Luca Antoniazzi, curatore del progetto grafico di “Teatroelementale”, e Alex Mercatali, il nostro personale fotografo, nonché ideatore di tutte quelle che sono le immagini che compongono il booklet del nostro ultimo lavoro. Senza di loro la nostra musica non potrebbe mai divenire immagine. I nostri libretti rappresentano un valore aggiunto, dunque, per capire a fondo la nostra proposta, è necessario che vi lasciate accompagnare dalle immagini presenti in essi, durante l'ascolto dei brani. Pertanto compratevi il CD per poter viaggiare all'interno del mondo che gli ITQ hanno creato per voi. Saluti!

Intervista di Maurizio Mazzarella

giovedì 1 luglio 2010

Marco Mendoza al Go West di Roccaforzata

Serata dal notevole spessore artistico quella che si prospetta il prossimo 18 di Luglio presso il Go West di Roccaforzata in provincia di Taranto. Il noto locale ionico, nel quale si sono esibiti diversi artisti di fama mondiale del calibro come Steve Vai, Billy Sheehan, Ritchie Kotzen, Paul Gilbert, Eric Martin, Blaze Bayley ed Uli John Roth, ospiterà il Marco Mendoza trio con il chitarrista Andrea Braido in veste di guest. Marco Mendoza, è nato a San Diego negli Stati Uniti d’America il 13 agosto nel 1956 ed un bassista di fama mondiale. Nella sua splendida carriera vanta collaborazioni con band come Whitesnake e Thin Lizzy, oltre che con musicisti come David Lee Roth e Ted Nugent. Trascorsa la prima parte della propria vita in Messico, ha iniziato la propria carriera in età giovanissima. La sua carriera professionistica è iniziata nei primi anni novanta nei Blue Murder, successivamente nel 1996 è entrato a far parte nei Thin Lizzy, portato avanti da John Sykes dopo la morte del mitico Phil Lynott. Nel 2000 nasce il connubio con David Coverdale ed a seguire con Whitesnake, mentre tra il 2001 ed il 2003 collabora con Ted Nugent. Tutte collaborazioni che proseguiranno nel corso negli anni, specialmente quella del 2006, dove con i Whitesnake da vita all’album dal vivo “Live... In the Still of the Night”. Il 6 luglio 2007 invece, esce il suo primo album solista “Live For Tomorrow” con la collaborazione di Richie Kotzen. Nel 2008, entra a far parte di una super rock band denominata “La Famiglia Superstar” con Steve Saluto alla chitarra, Atma Anur alla batteria e Terry Ilous voce. La band si esibisce in tour e successivamente entra in studio per la registrazione dell’album omonimo uscito nella fine del 2009. Tra i dischi di maggiore spessore dove ha presenziato al basso Marco Mendoza ci sono: “One Night Only” (2000) dei Thin Lizzy, “Into the Light” di David Coverdale (2000), “Ward One: Along the Way” di Bill Ward (Black Sabbath), “Mythology” di Derek Sherinian (2004) e “Live In LA” del Mendoza Trio. Appuntamento quindi per il prossimo 18 Luglio presso il Go West di Roccaforzata.

Maurizio Mazzarella

LLVME - Fogeira De Suenos


Gruppo particolare ed interessante quello dei Llvme, band attiva da circa tre anni e proveniente dalla Spagna, che con questo nuovo "Fogeira De Suenos" compie il proprio esordio assoluto sul mercato discografico a tre anni di distanza dal promo "Llumeiru De Fueu". Musicalmente, questa band spagnola suona una sorta di pagan doom metal, dove è possibile trovare diverse sfumature folk ed anche black. Il disco si dimostra particolarmente ben fatto e rimarca sia lo spessore artistico dei Llvme che quello compositivo. "Fogeira De Suenos" però ha il difetto di non essere accessibile, nel senso che non è il classico disco dall'impatto immediato, ma necessita di più ascolti per essere compreso in tutta la propria maestosità. Siamo comunque di fronte ad un disco che rasenta il capolavoro, che dimostra di essere in possesso di uno spessore artistico molto, ma molto elevato. D'istinto vengono alla mente i My Dying Bride ed anche i Negura Bunget, ma fondamantalmente, risulta alquanto difficile mettere a paragone questi Llvme con qualsiasi altra band, perché nel loro piccolo dimostrano di essere una band originale, dotata di una personalità molto forte, oltre che di una identità particolarmente precisa. Il disco, lo ripetiamo, è davvero un buon disco, ma va capito, compreso ed ascoltato con molta, molta pazienza. La produzione nel complesso è buona e risulta appropriata per quella che è la proposta del gruppo iberico, anche se poteva essere fatta qualcosina di più a tal proposito per renderlo perfetto. Buon disco.

Voto: 7/10

Maurizio Mazzarella

GRINNING SHADOWS - The New Curse


Formatisi nel 2003 giungono al terzo lavoro i Grinning Shadows, dopo Elegy In Blood e l’ep Stains Of Sin del 2007. Parliamo prima della proposta musicale: fondamentalmente siamo in ambiti gothic metal con sfumature ora death ora black, queste ultime maggiormente percepibili nei passaggi sinfonici dipinti dal buon lavoro di tastiere. Si può pensare ai Lacuna Coil per l’alternarsi della voce in growl di Mario Farina che è ulteriormente maturata rispetto al passato con quella splendida di Silvia Rigoni, marcia in più per la band… Si può pensare ai Dark Tranquillity per l’alternarsi delle atmosfere… Però accanto all’idea che vi siete creati leggendo queste parole aggiungeteci pure una serie di spunti del tutto originali inseriti in un lavoro di songwriting ed accompagnati da un’esecuzione perfetta da parte di tutti i componenti del gruppo. Oltre a tutto questo mi preme sottolineare un altro aspetto: quello di un gruppo di ragazzi che credono nella loro musica e per questo,…mano al portafogli,non hanno esitato ad utilizzare degli studi di registrazione all’avanguardia con la collaborazione di gente esperta nel settore. Le registrazioni e la produzione sono infatti avvenute nei Nadir Studios curate da Tommy Talamanca (Sadist of course!) e nei Bee-X Studios con la collaborazione di Alessandro Bissa (Vision Divine, Mastercastle, ecc…) e tutto questo si sente nell’ottimo sound che avvolge l’ascoltatore una volta messo in funzione il player. Inoltre la confezione che avvolge il supporto ottico è costituita da un’elegante digipack a più ante dove sono riportati tutti i testi…tenete conto che parlo di un’autoproduzione!!! Quindi speriamo si faccia subito avanti un etichetta seria che supporti a dovere questi ragazzi. Nel frattempo fatelo voi!!!

Per info http://www.grinningshadows.com

Voto: 8/10

Salvatore Mazzarella

mercoledì 30 giugno 2010

SETHERIAL - Ekpyrosis


I Setherial vengono dalla Svezia e sono attivi dal 1993. Questo nuovo "Ekpyrosis", edito per la Regain Records, è il loro sesto disco in studio, che giunge sul mercato discografico a distanza di quattro anni dal precedente "Death Triumphant". Musicalmente non c'è alcuna possibilità di errore. I Setherial suonano un purissimo e tradizionale black metal e si ispirano alle band più conosciute del settore, passando per Mayhem, Emperor, Marduk e via discorrendo. Il disco nel complesso possiamo considerarlo discreto, ma nulla di più. La band ha voluto fare semplicemente un disco di black metal ed è riuscita in questa impresa. Quindi questo "Ekpyrosis", è il classico disco che piacerà da matti ai puristi del settore, ovvero a coloro che vivono solo ed esclusivamente ascoltando queto tipo di musica. Per tutti gli altri invece potrebbe risultare un prodotto indigeribile e farebbero bene a buttarsi su qualche classico del settore se hanno voglia di cimentarsi nel black metal, perché onestamente, "Ekpyrosis" è un disco scontato e spesso anche prevedibile. Questo non significa che sia un prodotto da gettare, ma manca del tutto di una certa originalità, a conferma della personalità scarsa dei Setherial che però viceversa mostrano di essere in possesso di una identità molto precisa. Tecnicamente "Ekpyrosis" resta un prodotto valido, anche se nella qualità dei componimenti non si dimostra sempre apprezzabile. Anche la produzione non è del tutto impeccabile, sperso il suono risulta sporco e la relativa qualità sonora è molto cruda e questo penalizza notevolmente le poche cose compositive che questo disco contiene. Only for fans...

Voto: 6/10

Maurizio Mazzarella

SETHERIAL - Il Trionfo della Morte


Intervista agli svedesi Setherial in occasione della pubblicazione del loro ultimo disco "Ekpyrosis", ci rispondono il cantante della band Magnus "Infaustus" Ödling ed il batterista Håkan "Alastor Mysteriis" Sjödin:

Come definireste in termini musicali il vostro nuovo album? Volete introdurlo?

Infaustus - Il nuovo album "Ekpyrosis" è più complesso se lo si confronta con gli ultimi due album nella nostra discografia. Le canzoni sono più lunghe, più dinamiche e più atmosferiche. Ricorda i primi album, ma con un tocco più moderno. Ci vuole tempo per comprendere le canzoni e ci sono un sacco di cose diverse e particolari che portano ad ascoltarlo. Si tratta di un album che si può ascoltare per un tempo molto lungo, scoprendo cose sempre più nuove.

Quanto tempo è servito per registrarlo?

Infaustus - Non so esattamente quante ore abbiamo passato sul disco, ma è stato un processo laborioso dato che abbiamo registrato, mixato e masterizzato tutto da soli. Abbiamo voluto che suonasse esattamente come volevamo. Può essere davvero frustrante essere in uno studio, sentire le ore che passano e non c'è più tempo per fare di più o per trovare quei dettagli per rendere il disco il più perfetto possibile. Ma non fraintendetemi: ecco, non è affatto un album sterile. Al contrario si ha un suono più organico di quello che abbiamo avuto per molti anni.

Quale è l'origine di una vostra canzone? Come create una canzone?

Mysteriis - La struttura di una canzone inizia spesso con una certa melodia principale e su riff creati dalla chitarra. Poi a seconda della melodia e dell'atmosfera si comincia a lavorare sulle dinamiche. Spesso si deve improvvisare e lasciare che il flusso vada per cono suo, senza decidere che cosa succederà dopo. Dopo aver creato una struttura piuttosto primordianle, si comincia a lavorare sui bassi strati e sulla chitarra ritmica. Poi finalmente i ritmi e parti di batteria vengono applicate. In tutte le fasi ho sempre le parti di voce in mente. Quando ho un demo registrato lo presento agli altri membri per avere la loro prospettiva, Kraath (il bassista n.d.r.) aggiunge spesso il proprio contributo e Infaustus interpreta le parti vocali. E' un processo regolare, ma mi sento bene con esso.

Quali sono gli argomenti affrontati nel tuo nuovo album?

Mysteriis - Il tema lirico di esempio sono i brani "Ekpyrosis" ed "Subsequent Emission From Frozen Galaxy", è un collegamento metaforico del conflitto inevitabile dell'universo, attraverso l'angolo satanico di prospettiva. L'Universo Ekpyrotic trae il suo nome dalla ekpyrosis, antica parola greca, che significa "conflagrazione" (disastroso incendio o conflitto). Un omaggio alla spirale obliterazione completa di tutte le particelle che sono state creato, in cui l'occhio di Satana è rappresentato dalle forze distruttive e dall'energia oscura di questo vasto universo sconosciuto.

Quale è il brano del nuovo album al quale vi sentite più affezionati?

Infaustus - Il mio favorito personalmente è l'ultima canzone dell'album intitolata "Enemy of Creation". E' una canzone molto varia e suggestiva che cattura l'essenza del black metal ed è semplicemente perfetta a mio parere.

Quali sono le band che hanno influenzato il vostro sound di più?

Mysteriis - A dire il vero, gli Emperor ed i Mayhem hanno avuto un enorme impatto sul nostro tipo di black metal come suono. La miscela fondamentale per un album è quella di trovare l'umore e l'atmosfera giusta.

Cosa vi aspettate dal nuovo album?

Infaustus - Mi aspetto che sia ben percepito dai nostri fan dal momento che ha gli elementi di tutti i nostri album, ma con alcuni nuovi ed interessanti inserti. Speriamo di essere in grado di andare tour in aree dove non siamo mai andati prima.

Quali sono le principali difficoltà per una band come la vostra?

Infaustus - Bella domanda, spero di poter dare una buona risposta ad esso. Abbiamo sempre creato musica per noi stessi, così non abbiamo mai avuto l'ambizione di essere la più grande band del mondo. Registriamo ed andiamo in tour quando vogliamo ed è una grande cosa perché siamo sempre concentrati al 100%. Molti gruppi che lavorano su questo genere di musica la usano come una scusa per andare in tour e guadagnare soldi per vivere e non è un'idea di base perfetta per fare buona musica a mio parere. Per quanto riguarda la censura o problemi con la nostra immagine ed i testi, finora non abbiamo nessun probelma e non credo che ne potremo mai avere di questi problemi in quanto la Svezia è probabilmente uno dei paesi più atei del mondo. Se provenissimo dalla Polonia, ad esempio, dove il cattolicesimo è molto forte, avremmo certamente affrontato la questione diversamente.

C'è qualche musicista con il quale desiderate collaborare un giorno?

Infaustus - Nessuno che io possa immaginare adesso.

Quali sono i piani futuri per la band? Come volete promuovere il vostro nuovo album?

Infaustus - Il progetto per il futuro è quello di pubblicare "Ekpyrosis" anche in formati differenti. Stiamo anche pensando di fare un secondo video musicale per sostenere ulteriormente l'album.

Pubblicherete un live CD o un DVD?

Infaustus - Molta gente ci ha chiesto questo nel corso degli anni e naturalmente, non è una cosa impossibile. Succederà prima o poi, ma non è la nostra massima priorità in questo momento.

Vuoi lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Infaustus - Grazie per l'interesse verso i Setherial. Se cercate informazioni riguardanti le nostre nuove uscite, concerti e così via, potete trovare tutto su www.setherial.com o su www.myspace.com / setherialsweden.

Intervista di Maurizio Mazzarella